1 4 9 8 : Malleus Maleficarum

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Ravenhearst
view post Posted on 1/10/2007, 19:23Quote
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CITAZIONE

Prima quest




Trama principale:



Un nuovo sogno agita le notti dei residenti di Little Anger. Una grande casa, dall'aspetto piuttosto antiquato, appare improvvisamente in sogno a tutti i maghi. Molti potrebbero pensare che sia solo un sogno... Ma al ricordo del tredicesimo compleanno, e a quello dell'albero, molti dubbi potrebbero sorgere... Esiste veramente quella casa, proprio come esisteva l'albero? Se si, dove si trovava? Ma sopratutto... Per quale motivo l'avevano sognata? Sarà meglio indagare, oppure starsene in disparte?
L'unica cosa certa in quel sogno è che... quella casa è terribilmente familiare!



Regolamento:



Non è possibile rispondere prima del dovuto, quindi tenete sempre d'occhio la lista dei turni, per vedere quando arriva il vostro momento di rispondere.
Siccome non tutti gli utenti iscritti hanno frequenza regolare, gli utenti con affianco il punto di domanda, se non sono presenti verranno automaticamente saltati per lasciare agli altri la possibilità di giocare. S'integreranno poi, quando torneranno a collegarsi.
Gli admin, nel ruolo del destino, possono non rispettare la lista dei turni, in modo da poter decidere del successo delle azioni di ogni personaggio o delle conseguenze che potrebbero anche influire con il corso della storia. Quindi, per non creare troppo macello, sarebbe consigliabile lasciare agli admin il tempo di rispondere, se l'utente prima di voi ha fatto qualche mossa che richiede il loro intervento.
Gli off topic sono, come sempre, vietati, ma se c'è qualcosa che si riferisce alla quest, potete metterlo sotto forma di spoiler, mandare un mp agli admin, oppure lasciare un messaggio in tag board scritto con un colore differente da quello normale, in modo da attirare l'attenzione.

Lista turni:

James Marshall
Hope Alyce Marshall
Eric Jones
Rachel Keller (?)
Samara Solis (?)
Marvin Gale
Jinny Mckeine (?)
May Rose Valentine
Keira McDonnell
Travor Gallemberg
Daphne Hale
Morgaine Lirith
Amy Rice
Emily Turner


James si guardò intorno. Si aspettava di vedere le fiamme del suo solito incubo da un momento all'altro, ma quelle non arrivarono, quella notte. La prima notte da anni in cui non riviveva l'orrore di quella sera, di sette anni prima...
Quell'incubo lo aveva tormentato da allora, ogni volta che si addormentava, diventando di notte in notte più realistico e spaventoso... Ma se ora non si trovava avvolto dalle fiamme significava che non stava dormendo?
Sentiva l'aria fresca accarezzargli il volto e scombinargli i lunghi capelli castani. Sentiva perfettamente l'odore dell'erba bagnata, provenire dal prato sotto i suoi piedi. Sentiva persino la senzazione di umidità che aleggiava nell'aria...
Era scalzo, su un prato bagnato, una lunghissima distesa di verde in mezzo al nulla assoluto... Il cielo era azzurro e sereno, e le nuvole viaggiavano pigramente verso sudest...
Tutti quei dettagli, quelle senzazioni... Non erano tipiche di un sogno, ma il ragazzo era certo che non si trattasse d'altro. Non sapeva spiegare bene il perchè di quella senzazione di sicurezza, ma era così. Quelle senzazioni erano identiche a quando, sette anni prima, aveva fatto il suo ultimo sogno "normale". Quando aveva visto un albero e una casa, senza nemmeno accorgersi che la casa intorno a lui stava buciando...
Quel pensiero lo fece spaventare. L'ultima volta che aveva fattoun sogno simile aveva perso i genitori... Forse persino adesso, la sua casa stava bruciando! E questa volta Hope era in casa!!

«NO!» urlò, spalancando gli occhi, pieni di terrore. Tentò di svegliarsi, di aprire gli occhi, per poter correre a salvare la sorella, prima che fosse troppotardi... Ma... Non ci riuscì.
Non sapendo cosa fare iniziò a correre, verso una direzione qualsiasi.
Tutto intorno a lui il paesaggio era sempre lo stesso. Non un albero, non una montagna in lontananza... Solo erba... Per terra non c'erano nemmeno sassi, o oggetti vari... Il paesaggio era sempre lo stesso...

«Hey, dove corri, ragazzo?»James rimase così scioccato dal sentire improvvisamente quella voce sconosciuta, che cadde per terra, graffiandosi uno zigomo.
Quando alzò la testa si trovò di fronte ad un'enorme casa.
L'interno della casa era troppo buio, per vederci dentro attraverso le finestre prive di tende (alcune delle quali rotte), ma sentiva come se qualcuno lo osservasse....

«Chi ha parlato!?» chiese ad alta voce, alzandosi da terra.
Nessuna risposta

«Chi c'è la dentro!?»
ancora nessuna risposta.
James rimase a guardare la casa, con il fiatone, per via della lunga ed interminabile corsa nel nulla...

«Chi diavolo....» s'interruppe improvvisamente. La porta d'ingresso si aprì violentemente verso l'esterno, mostrando l'interno della casa improvvisamente illuminato dalle fiamme.
Sua sorella era sulla porta, avvolta dalle fiamme.

Si svegliò improvvisamente, alzandosi a sedere e lasciandosi fuggire un piccolo urlo di terrore. Si trovò nella sua camera... Tutto normale, niente fiamme... Nessuna traccia di incendi... Sospiro. Quella strana certezza di star sognando era scomparsa del tutto.

Pochi minuti dopo lasciòò la sua casa. Aveva letto l'indirizzo della casa del sogno, prima che la porta si aprisse mostrando il suo peggior incubo... Conosceva il posto... Doveva indagare...
Uscendo di casa aveva fatto in modo di non far rumore per non svegliare la sorella.
Si diresse verso la sua moto e vi salì sopra e la mise in moto.
Dallo specchietto notò un piccolo graffio sul suo zigomo destro...

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"Unmei, dal primo momento che ti ho vista ho capito cosa si aspettasse da me il destino. No, non un destino da schiavo, ma un destino da re. In te ho visto l'altro capo del mio filo, e insieme a te ho capito il vero valore dell'amore. Sei tu la mia ragione di vita, sei tu il mio unico destino, e l'unico destino che io voglia. A te, che sei tutto il mio mondo e il mio tesoro più grande, dono il mio cuore e la mia vita, e su di te veglierò per l'eternità. Capire che ti amavo è stato un processo lungo e confuso. Non capivo quali fossero i miei sentimenti, non riuscivo a distunguere l'amicizia da quel sentimento che in verità era: l'amore. Alla fine sono riuscito ad arrivare ad una conclusione e mi sono dichiarato...
Avevo paura di perderti...
a tu mi hai ricambiato, e di questo non finirò mai di esserti grato.
Quest' anno insieme a te è stato il regalo più bello che la vita potesse darmi, e negli anni che ancora ci aspettano insieme, vedo l'unico scopo della mia vita, l'unico motivo per cui io sia nato. Ti amo, mia stupenda regina, e ti amerò per il resto dei miei giorni."


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CITAZIONE
"Per duemila anni la chiesa cristiana ci ha fatto credere che esiste un uomo barbuto che vive sulle nuvole e che passa ogni sua giornata a osservarci. Quest'uomo ha dodici regole e se non vengono rispettate ci manderà in un luogo molto caldo dove verremo torturati per l'eternita, dove le nostre carni putrefatte verranno fustigate, squarciate, e fatte marcire, ustionate e pestate...
Ma lui ci ama <3"

 
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*Hope Alyce Marshall*
view post Posted on 1/10/2007, 19:29Quote

Utente cancellato






Hope era uscita di casa la mattina presto, aveva fatto un terribile incubo. Una vecchia casa, che ricordava di aver già visto nella parte antica di Little Anger. Una voce, sussurri... Che le dicevano di entrare, cosi era entrata, ma nonappena la sua mano aveva sfiorato il pomello della porta d'ingresso aveva riaperto gli occhi. Quella casa, le incuteva timore. Ed ora che vi si trovava davanti, era ancora peggio. Ma dopo il sogno del salice, sicuramente anche quello avrebbe celato una punta di verità. Guardò in alto, le finestre erano sprangate da sbarre di legno. Fece qualche passo, sul terreno umidiccio del cortile. Si strinse nelle spalle, solo un gracchiare di corvi proveniva da li intorno. Un paesaggio spettrale, tetro e spaventoso. Sospirò, per poi prendere più fiato possibile. Si fece coraggio. Ma dopo qualche altro passo, esitò nuovamente. Non voleva andarci da sola... Ma cosa le era venuto in mente? Avrebbe voluto che ci fosse James con lei, o Marvin... Eric. Non si sarebbe addentrata in quel posto da sola, di questo, era più che certa. Si mordicchiò il labbro inferiore. Bisbigliando fra sè e sè: << Avanti... Avanti... Non avere paura... >>.
 
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xXLupo SolitarioXx
view post Posted on 1/10/2007, 19:52Quote

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Eric si svegliò di soprassalto quella mattina, inquietato da un sogno stranissimo...una casa diroccata, un grande prato...delle strane voci che lo richiamavano all'interno della casa...ma appena tentò di entrare il sogno svanì.
Pensò che quel sogno avesse un significato particolare, come quello del suo tredicesimo compleanno...inforcò lo skateboard e si diresse verso quella casa...per verificare che esistesse davvero. Percorse la strada che aveva percorso nel suo sogno e dopo un quarto d'ora circa, giunse proprio a quella casa. Si fermò sul prato. Guardò la casa e davanti alla porta intravide una figura familiare. si avvicinò di qualche passo e...era Hope! le si avvicinò Ehi Hope...che ci fai qui anche tu? era un po' turbata...tesa...
 
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Maneco
view post Posted on 1/10/2007, 20:06Quote

Utente cancellato






Entrambe le mani appoggiate sul letto, lo sguardo fisso nel vuoto, cercavo di mettere a fuoco quello che avevo visto. Però le immagini erano ancora chiare nella mia mente. Mi passai una mano tra i capelli bagnati di sudore. Quella casa..... dove l'avevo gia vista? E soprattutto... quell'incubo mi avrebbe perseguitato come quello del salice? Mi alzai, per andare in bagno. Sciacquai la faccia mentre guardavo la mia figura allo specchio. Non lo facevo mai, e lo trovavo abbastanza strano... anche in quella occasione. Niente fiamme stavolta - dissi ad alta voce, come se qualcuno potesse sentirmi, anche se ero solo nella mia stanza del motel. Chiusi gli occhi, niente da fare, quella casa era come se fosse gia nella mia testa ancora prima di averla sognata, riaprìi gli occhi. Dovevo andare. Doccia al volo ed ero gia fuori dal motel che stavo mettendo in moto. Mi fermai un attimo prima di allacciare il casco, una rapida occhiata alla facciata del motel. Belli e brutti ricordi qui - mi dissi - ma soprattutto SUOI ricordi. Girai la chiave e feci in modo che le immagini del mio incubo mi si ripresentassero davanti, quasi come per condurmi in quel luogo. Così ignoto ma così familiare.... ECCOLA. La casa che cercavo, la casa che mi aveva svegliato così di soprassalto. Scesi, ma non persi tempo a riporre il casco sotto la sella. Lo portai con me. Era mattina ormai... non avevo perso poi tutto questo sonno - ridacchiai. Guardavo la casa che troneggiava davanti a me. E scorsi due persone poco più in la... Ne avevo la certezza... la ragazza era...........
 
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X..xMay R. Valentinex..X
view post Posted on 1/10/2007, 20:36Quote

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Camminava lentamente per un prato, si guardava attorno, osservando il paesaggio circostante, ma non si sentiva spaesata o spaventata...si sentiva a suo agio...come a casa.
Abbassò lo sguardo noto con sguardo stranito i suoi piedi: scalzi.
All'improvviso il panico l'assalì, delle urla nella sua testa, una voce che le diceva di correre. Si guardava attorno ma non vedeva nessuno, quando portò lo sguardo di nuovo davanti vide una cosa: una grande casa, sembrava molto vecchia.
Fece solo un passo nella sua direzione e come se avesse corso si ritrovò davanti al portone. Stranamente non si sentì sbalordita, allungò la mano sulla maniglia. Uno scatto la porta s'aprì alzò di scatto lo sguardo e...il buio, sentì una voce nella testa, ma non capì bene e vide soltanto una fiamma....
Si svegliò di colpo, tremava tutta, il viso e tutto il corpo ricoperto da piccole gocce di sudore. Si strinse nelle spalle, respirò affannosamente. Aveva paura...ma non solo per il sogno, ma anche per la calma che aveva avuto...come se fosse stata a casa...e quello le metteva un sacco di paura. Ma poteva solo essere un sogno qualunque...impossibile. Scese dal letto, si spogliò velocemente e prese il vestito che aveva messo sulla sedia, si mise le scarpe, velocemente si pettinò. Aprì la porta, prese di sfuggita il giubbotto e si mise quasi a correre lungo il corridoi e per le scale del motel. Non sapendo neanche cosa faceva, ora May seguiva solo il suo istinto.
 
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..Cascada..
view post Posted on 1/10/2007, 20:45Quote

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Keira camminava sola, nella notte, l'aria era fredda e umida. Il venticello tipicamene notturno le scuoteva la chioma bionda, una casa oscura nelle tenebre, un gracchiare di corvi in lontananza. Si avvicinò, guidata da una voce in lontananza. Che le diceva di entrare. Giunse al porticato, allungò la mano sfiorando il pomello della porta. Nella sua mente si susseguirono vorticosamente immagini confuse. Fino a quando improvvisamente non riaprì gli occhi, nel suo squallido monolocale. Sentì il vetro vibrare, al passaggio di un treno. Si alzò, guardò l'ora. Respirò profondamente, quella casa... non era la prima volta che la vedeva, affacciandosi alla finestra non credette ai suoi occhi. Dinanzi a sè, leggermente in lontananza, una casa... era identica a quella del suo sogno. Sospirò. Confusa. Perchè tutte a me... Bisbigliò. Si vestì, per poi scendere rapidmente le scale e dirigersi a passi svelti verso quella casa. Una volta di fronte ad essa, rimase perplessa alla vista di Marvin, con una ragazza ed un ragazzo. Dinanz alla casa del suo sogno. Rimase in disparte, timida.
 
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mattew.92
view post Posted on 1/10/2007, 20:50Quote

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Era buio, tutto buoi intorno a me, mi toccai la fronte sudavo, non sapevo dove mi trovavo, correvo, correvo a perdifiato ogni tanto mi giravo per vedere dietro finche davanti a me non trovai un'enorme casa, si presentava maestosa un grosso portone di legno, le finestre erano sbarrate, cercai di aprire quando sobbalzai.... mi trovavo nella mia stanza ero completamente zuppo di sudore, mi alzai misi una felpa e dei jeans strappati presi il casco e corsi alla mia moto, misi in moto in fretta e furia e partii a tutta velocità verso la casa, quando arrivai vidi tutti i miei amici tra cui anche keira, fuori dalla porta e gli dissi"Anche voi qui?"

Edited by mattew.92 - 1/10/2007, 21:58
 
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view post Posted on 1/10/2007, 20:53Quote
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mattew, la gente è tutta FUORI dalla casa. Ancora nessuno è entrato. Sistema

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"Unmei, dal primo momento che ti ho vista ho capito cosa si aspettasse da me il destino. No, non un destino da schiavo, ma un destino da re. In te ho visto l'altro capo del mio filo, e insieme a te ho capito il vero valore dell'amore. Sei tu la mia ragione di vita, sei tu il mio unico destino, e l'unico destino che io voglia. A te, che sei tutto il mio mondo e il mio tesoro più grande, dono il mio cuore e la mia vita, e su di te veglierò per l'eternità. Capire che ti amavo è stato un processo lungo e confuso. Non capivo quali fossero i miei sentimenti, non riuscivo a distunguere l'amicizia da quel sentimento che in verità era: l'amore. Alla fine sono riuscito ad arrivare ad una conclusione e mi sono dichiarato...
Avevo paura di perderti...
a tu mi hai ricambiato, e di questo non finirò mai di esserti grato.
Quest' anno insieme a te è stato il regalo più bello che la vita potesse darmi, e negli anni che ancora ci aspettano insieme, vedo l'unico scopo della mia vita, l'unico motivo per cui io sia nato. Ti amo, mia stupenda regina, e ti amerò per il resto dei miei giorni."


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"Per duemila anni la chiesa cristiana ci ha fatto credere che esiste un uomo barbuto che vive sulle nuvole e che passa ogni sua giornata a osservarci. Quest'uomo ha dodici regole e se non vengono rispettate ci manderà in un luogo molto caldo dove verremo torturati per l'eternita, dove le nostre carni putrefatte verranno fustigate, squarciate, e fatte marcire, ustionate e pestate...
Ma lui ci ama <3"

 
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Emily Turner
view post Posted on 1/10/2007, 21:03Quote

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Quella notte, avevo sognato strane immagini di oscurità e inquietudine. Stavo seduta sulla poltrona dentro al mio nuovo appartamento, una tazza di caffè caldo fra le piccole mani candide. Ne bevvi un paio di sorsate, davanti al computer. Trovai ciò che cercavo, quella casa... si chiamava Ravenhearst. Fu cosi, che scoprii che era dalla parte opposta della città. Scossi appena il capo, era un'assurdità, ma dopo il sogno dei miei tredici anni cosa si poteva definire assurdità, e cosa realtà? Cosi stampai una piccola cartina della città, e cerchiai di rosso la vecchia casa. Sentii una piccola fitta al ventre e sorrisi appena. " Non se ne parla, la mamma ci va eccome! ". Mi richiusi la porta alle spalle e presi la macchina, rimasi ferma nell'abitacolo per qualche istante e poi misi in moto. " Al diavolo... ". Sospirai, giunsi davanti alla casa, osservai che già una piccola folla di ragazzi era li davanti. Scesi, chiudendo la portiera. Mi avvicinai alla ragazza che mi aveva salvata da un approfittatore, in mezzo ad una strada. " May... ". Sussurrai, per poi notare anche... Marvin. Dischiusi le labbra e lasciai cadere le chiavi, che dopo qualche minuto raccolsi.
 
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view post Posted on 1/10/2007, 21:14Quote
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La moto di James si fermò improvvisamente «Merda!» imprecò. Era a secco... Non aveva fatto caso alla spia che indicava che la benzina era finita...
Nella mezz'ora successiva si era trascinato la moto a mano fino al distribuitore più vicino, dalla parte opposta dalla città rispetto alla casa...
Appena fece il pieno ripartì, più veloce di prima, verso la casa.
Appena arrivò rimase stupito di vedere una piccola folla, tra la quale...
«Hope!?» chiamò la sorella, dal bordo della strada. C'erano altri visi noti, ma al momento rimase concentrato sulla sorella

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"Unmei, dal primo momento che ti ho vista ho capito cosa si aspettasse da me il destino. No, non un destino da schiavo, ma un destino da re. In te ho visto l'altro capo del mio filo, e insieme a te ho capito il vero valore dell'amore. Sei tu la mia ragione di vita, sei tu il mio unico destino, e l'unico destino che io voglia. A te, che sei tutto il mio mondo e il mio tesoro più grande, dono il mio cuore e la mia vita, e su di te veglierò per l'eternità. Capire che ti amavo è stato un processo lungo e confuso. Non capivo quali fossero i miei sentimenti, non riuscivo a distunguere l'amicizia da quel sentimento che in verità era: l'amore. Alla fine sono riuscito ad arrivare ad una conclusione e mi sono dichiarato...
Avevo paura di perderti...
a tu mi hai ricambiato, e di questo non finirò mai di esserti grato.
Quest' anno insieme a te è stato il regalo più bello che la vita potesse darmi, e negli anni che ancora ci aspettano insieme, vedo l'unico scopo della mia vita, l'unico motivo per cui io sia nato. Ti amo, mia stupenda regina, e ti amerò per il resto dei miei giorni."


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"Per duemila anni la chiesa cristiana ci ha fatto credere che esiste un uomo barbuto che vive sulle nuvole e che passa ogni sua giornata a osservarci. Quest'uomo ha dodici regole e se non vengono rispettate ci manderà in un luogo molto caldo dove verremo torturati per l'eternita, dove le nostre carni putrefatte verranno fustigate, squarciate, e fatte marcire, ustionate e pestate...
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*Hope Alyce Marshall*
view post Posted on 1/10/2007, 21:17Quote

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Rivolse dapprima un dolce sorriso ad Eric, e a Marvin per poi correre veloce verso il fratello. << James! >>. Esclamò. Si gettò letteralmente fra le sue braccia. << James... Ma che ci fai qui? >>. Domandò, mentre gli dava un bacino sulla guancia. Si voltò, guardandosi attorno, era tutto molto strano. Che cosa ci facevano tutti li, lei... Marvin, Eric, suo fratello, quelle due ragazze e quel ragazzo biondo... Il tutto stava diventando letteralmente sospetto. Tenne la mano del fratello, mordicchiandosi il labbro inferiore. << James... Che sta succedendo? >>. Chiese, leggermente spaventata.
 
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xXLupo SolitarioXx
view post Posted on 1/10/2007, 21:27Quote

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Piano piano iniziarono ad arrivare altri ragazzi e ragazze...che ci facevano tutti lì? che avessero sognato anche loro qualcosa?
Tra gli altri arrivò anche quel guastafeste di James-.-' era d'appertutto...Guardò Hope allontanarsi e andare ad abbracciarlo.
Poi si rivolse ai presenti e chiese sorridendo per rompere il ghiaccio...E voi cosa fate qui? C'è un festino? L'aria era carica di preoccupazione...
 
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Maneco
view post Posted on 1/10/2007, 21:40Quote

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La zona si stava riempiendo in fretta. E non capivo come e perchè... Ridacchiai alla battuta di quel ragazzo, probabilmente anche lui non si spiegava il motivo di quella folla.... o peggio ancora..... riusciva a spiegarselo benissimo. Guardai Hope gettarsi tra le braccia di un ragazzo. Il fratello di cui mi aveva parlato? Beh.... speravo, facevo però uno strano effetto vederla tra le braccia di qualcun'altro. Mi scappò un sorrisetto. Poi c'era lei, non l'avevo vista subito. Iniziai ad incamminarmi nella sua direzione, non la vedevo da un po', mi interessava moltissimo sapere delle sue condizioni. La salutai con un cenno della mano dapprima, e con lei anche la ragazza che le stava accanto, poi fui abbastanza vicino da parlarle. Mi fermai e la guardai negli occhi, poi il mio sguardo si abbassò sul suo ventre. Incredibile - pensai tra me e me - Emily di li a poco avrebbe avuto un bambino. Hey - esordìi timido - so che è una domanda sciocca e scontata ma..... a me interessa davvero... come stai? Diedi una rapida occhita attorno, c'erano molti ragazzi li, ma perchè? Cosa era accaduto a tutta questa gente? Per alcuni di loro che conoscevo avrèi potuto giustificarne la presenza facilmente. Hope, probabilmente anche Emily, Travor, Keira e da quello che sapevo anche James. Erano tutti dotati di potere. C'erano anche altre persone però. Non potevo dare per scontato che la loro condizione fosse la stessa. Il mio sguardo ritornò sulla figura di Emily. Rivolsi un sorriso alla ragazza che era accanto a lei...

Edited by Maneco - 1/10/2007, 22:51
 
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X..xMay R. Valentinex..X
view post Posted on 1/10/2007, 21:49Quote

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Perché cavoli c'era tutta quella gente? Pensava la ragazza, aveva riconosciuto solo tre persone lì: James, Emily e Keira. Emily poi l'aveva salutata, e la ragazza aveva risposto con un sorriso sincero e le stava per chiedere come stava, ma era arrivato quell'altro ragazzo, e quindi concentrò la sua attenzione sulle altre persone: una ragazza era andata ad abbracciare l'unico ragazza che ella conosceva, probabilmente era sua sorella...ma gli altri...non li conosceva neanche di vista! Incrociò le braccia al petto, in un gesto quasi nervoso, fece un sorrisino tirato al ragazzo che si era avvicinato ad Emily, le ispirava un po' fiducia.
Però un dubbio che non riusciva a spiegarsi: come mai erano lì tutte quelle persone? Aveva forse a che fare con il sogno?
 
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13 replies since 1/10/2007, 19:23
 
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